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QUel MosTro dEl LagO dI cOmo |
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Stefano Bresciani - Voce
recitante
Francesco D'Auria - Musica
PRESENTAZIONE
Il lago di Como è uno dei laghi più affascinanti
d’Italia oltre ad essere il più profondo.
Ed è anche quello che nasconde più misteri se
pensiamo alla sua storia e alle vicende che lo
hanno attraversato. Uno specchio, una magia di
chiaroscuri in cui ci si perde e tra le cui
pieghe si trovano tracce di presenze che sono
state notate, documentate, ma soprattutto
taciute. Perché chi ama il lago ed ha osservato
a lungo le sue onde, oltre i suoi panorami, non
può rimanere insensibile dinanzi a qualcuno che
gli spiega che da almeno cinque secoli quelle
acque a volte scure, a volte velate di un blu
intenso, nasconderebbero creature sopravvissute
al tempo, entro un ecosistema che le ha protette
dall’universo visibile che conosciamo.
LA STORIA
E’ evidente come una storia del genere si
esponga ad una valanga di dubbie risulti per i
più, poco credibile.
Il parallelismo con il mostro di Loch Ness, che
ha tenuto banco nelle cronache per almeno
cinquant’anni, è sin troppo scontato. Ma è
proprio dallo studio del presunto animale
nascosto sotto le acque nere del lago scozzese
che il professor von Laufen(docente di scienze
naturali di una università dell’ex Germania
dell’Est, nonché turista innamorato dei luoghi e
del lago) ha dato avvio alle sue ricerche,
ravvisando una serie di sconcertanti, quanto
intriganti, analogie. Non è facile, in simili
situazioni, astrarsi da una storia che coinvolge
e suscita quesiti a non finire. Al punto che
considerazioni su realtà e fantasia si mescolano
senza suggerire risposte, se non quella di
indurre ad abbandonarsi man mano che ci si
addentra nella lettura.
Avvistamenti anche recenti dicono che qualcosa,
sotto c’è. I mostri sulla terra, ci sono sempre
stati e sono stati quasi sempre negati, come
tutte quelle cose che la nostra coscienza non
accetta e quindi cerca di rimuovere. Viviamo in
un mondo che crede solo in ciò che vede,
cancellando il resto della realtà. Il mostro in
senso classico è qualcosa che ci ha accompagnato
nelle notti della nostra infanzia e che non ci
faceva dormire perché ci incuteva timore.
Crescendo l’abbiamo metabolizzato e, nel tempo,
il “babau” è diventato un tenero amico nero che
appartiene ai nostri ricordi più intimi e teneri
di un’età che non ritorna.
LO SPETTACOLO
Il mostro del Lario o Lariosauro secondo Von
Laufen esiste e non ha mai fatto del male a
nessuno. Conduce la sua esistenza negli abissi
del più profondo dei laghi italiani. Difficile
capire da dove venga e quale destino lo attenda.
Le tracce sono tangibili benché chiunque sia
reticente a descriverlo, nel timore di passare
da ciarlatano. Però, agli albori del terzo
millennio, era ora che qualcuno accettasse il
rischio di uscire allo scoperto per fare il
punto sul mistero. Von Laufen per molti ha il
supporto scientifico della credibilità, per
altri è solo un modesto cronista di eventi, per
altri ancora è invece un temerario e coraggioso
traghettatore di una verità occultata.
Noi, ma soprattutto il teatro, propendiamo per
quest’ultima ipotesi lasciando allo spettatore
la piena libertà di reinterpretare o confutare.
Ma dopo aver visto lo spettacolo.
LA MESSA IN SCENA
Un piccolo particolare che caratterizza in
maniera pregnante il nostro modo di raccontare è
che la nostra idea di narrazione non si rifà
solo alle parole, ma ai gesti, ai suoni, ai
rumori, alla vita che ogni giorno coglie questi
luoghi e panorami incantati del nostro lago.
Ecco perché la scelta di avere un musicista,
percussionista, che suona in scena durante il
racconto e un coro che canta dal vivo, come se i
suoni e le atmosfere ricreate fossero la memoria
di quello che si va a raccontare. In scena, un
attore, come nella più semplice delle tradizioni
orali, che attraverso il corpo e la parola, ci
conduce tra le pieghe della storia.
Piccola precisazione: abbiamo una storia vera
che si rifà al ritrovamento di un fossile,
quindi di un animale sicuramente esistito e
abbiamo una storia inventata, quella che parla
di un mostro che vive nelle profondità di un
lago…La realtà non è che un episodio della
fantasia.
SCHEDA TECNICA
Spazio scenico 6 mt. x 8 mt. possibilmente
oscurabile
Carico luci 380 volt tre fasi + neutro + terra
12 Kw
Impianto fonico con microfoni e aste x musicista
In luoghi protetti, vedi cortili, sale
polivalenti, teatri ed altro si può ovviare
all’impianto fonico suonando acusticamente.
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